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benedettanapoli
benedetta

Napoli. 14 maggio 1973.
Toro.
Quattro tatuaggi, tutti raffiguranti il sole.
Il nero. Il 17.
I libri. I vulcani.
I cani.


Storia di io (Penne in blu) – di cui si sono perse le tracce.
Un Due Tre Stella (Tullio Pironti editore) – di cui c’è ancora qualche traccia.
I Funeracconti (Feltrinelli) – che spero lasci ancora qualche traccia.



Benedetta sono io.
Napoli è Napoli.
Benedettanapoli è un sospiro, uno sbuffo, un piacere, uno sprone, un’emozione, una sintesi, una soddisfazione, un desiderio, una sofferenza.
All’inizio volevo restringere il campo, e far girare questo spazio solo intorno alla città (nella mia visione di lei) – e da lì il nome.
Poi le cose sono andate diversamente. Si sono aggiunte sollecitazioni, e dunque sezioni; e soprattutto mi sono detta che tracciare confini troppo netti forse non era una buona idea.
A chi mi sta intorno non sembrerà (visto che pare sia una rompipalle non da poco), ma io contengo tutto quello che posso (e posso abbastanza). Contenere nel senso di trattenere prima ancora che di accogliere; tengo, trattengo, contengo, mantengo. Legare tutto a Napoli (per quanto di spunti ne dia) in un certo senso seguiva quella strada; e invece adesso ce ne andiamo in tutte le direzioni. Il bello è che starei pure cercando di impormi di andarci a ruota libera – di buttare qui dentro quello che mi passa per la testa, evitando il più possibile filtri e paure e censure e rigori.
A ogni modo, il nome mi sembrava tornare lo stesso; e poi mi piaceva.

Mi fanno notare che il mio cognome non compare da nessuna parte.
Bene, il mio cognome è Palmieri. 

Per qualunque cosa: bene.palmieri@gmail.com

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