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Gomorra style

Sarà che questi giorni sto particolarmente nervosa ma, quando ho letto la notizia il cui titolo (che già da solo basterebbe a farsi venire un ictus) recitava “Napoli. Effetto Gomorra: le scuole
di Bolzano annullano il campus”, mi è salito veramente il sangue al cervello.
E non tanto per il campus saltato in sé, ma per la pretestuosità e l’idiozia delle ragioni per cui pare salti.
Uso il condizionale perché è noto che i travisamenti (dei giornali per fare notizia, delle associazioni per richiamare l’attenzione, di qualcun altro per qualche altra ragione) sono all’ordine del giorno; ma se pure di travisamento si tratta, fa incazzare lo stesso, perché il senso in cui si sceglie di travisare è comunque un messaggio.
Ma veramente dei coscienziosi genitori bolzanini aspettano di vedere due puntate di una serie tv per decidere se mandare i propri figli a fare un campus in un territorio confiscato alla camorra e ora gestito da Libera?
Premetto che io le prime due puntate della serie Gomorra le ho viste, e non dicono o mostrano nulla di nuovo rispetto a quello che giornali, film, fiction... hanno già abbondantemente detto o mostrato; peraltro – almeno per quanto si vede nelle due puntate in questione – si svolge tutto all’interno degli ambienti camorristici. Qui ci vuole una precisazione: non vivo del tutto fuori dal mondo, so che la camorra infiltra disgraziatamente tutto il nostro territorio e infinite attività, so che il riciclo del denaro avviene probabilmente in una percentuale altissima di negozi che noi tutti frequentiamo senza saperlo, so che a Napoli si spara, so cose di questo genere; ma la violenza fisica, le ambientazioni nella serie – al momento – restano circoscritte a quel mondo. Anche la sparatoria in un bar avviene in un locale dove si incontrano malavitosi e – forza della fiction, per carità – quelli che muoiono nella spedizione punitiva sembrano tutti legati a quell’ambiente (si vedono scambi di soldi, si parla di scommesse – si presume clandestine, cose del genere).
Ora, questo quadro non è che sia bello (eppure io continuo a rivendicare la libertà di scrivere e girare su qualunque argomento), ma in questo frangente il problema non è il quadro che offre la serie. Il problema è se davvero dei genitori di Bolzano sino ad oggi non sapessero nulla della camorra, non avessero letto i giornali, non avessero visto Gomorra film, e via così. Quindi: o erano degli incoscienti fino a due giorni fa, gente che manda inconsapevolmente i propri figli in mezzo alle sparatorie, e una serie tv vista per caso li ha illuminati; oppure avevano già valutato con attenzione dove mandare i propri figli, e allora non si capisce come due (gli articoli dicono addirittura una) puntate di una fiction che mostra cose dette e ridette possano cambiare il loro giudizio. È credibile?

Faccio un breve passaggio su un paio di aspetti della questione.
- La serie tv è stata – onestamente, non so dire se a torto o a ragione (per la libertà di cui sopra da un lato e dall’altro per il dispiacere che di Napoli si mettano quasi sempre il luce solo questi aspetti) – osteggiata da più parti. Viene quindi pure da pensare che possa essere un po’ una forzatura per dimostrare che non s’aveva da fare.
- Io non sopporto Saviano (l’ho detto), non mi piace come scrive e come parla, Gomorra l’ho lasciato dopo le prime pagine perché mi è subito sembrato brutto, credo che effettivamente trasporlo in tutte le forme possibili e immaginabili sia un’operazione commerciale che serve a pochi (peraltro, qualcuno insinua che ci siano stati anche contatti con ambienti camorristici per le riprese); eppure devo ammettere che Gomorra film era buono e anche la serie mi sembra fatta abbastanza bene (pur con qualche banalità e forzatura).
- L’associazione Resistenza anticamorra (che si occupa dei territori confiscati nei quali si doveva svolgere il campus) accusa la serie di mostrare una situazione datata, ossia oggi lo stato delle cose sarebbe migliore anche a Scampia (qui l’intervista al loro portavoce). Hanno ragione a dispiacersi e incazzarsi, a desiderare che si veda anche quello che fanno e si è ottenuto. Eppure io devo ammettere – forse sono stata poco attenta, non so – che a me la serie Gomorra purtroppo non sembra tanto lontana dalla realtà (generale, non di Scampia), invece. Non so se c’entri proprio qui, ma ho letto anche un’intervista a Marco D’Amore, che interpreta (peraltro assai bene) uno dei personaggi principali e dice la sua sulla polemica. (Una curiosità: l’attore Marco D’Amore si preoccupa di essere ricordato come il proprio personaggio Ciro Di Marzio, e nella didascalia alla foto lo chiamano infatti Ciro D’Amore...). 

Quello che viene fuori da tutto questo è che prendere posizione mi è difficile.
Per me resta che le defezioni – o il loro uso mediatico – siano pretestuose, ignoranti e stupide. E mi fanno una rabbia tremenda. E evito di aprire tutti i discorsi su Napoli e il resto d’Italia.
D’altro canto, capisco chi – essendo per bene e lavorando perché le cose migliorino – soffre e si arrabbia a vedere casa propria mostrata sempre e solo per il suo lato peggiore. E mi fa una rabbia tremenda anche questo, perché Napoli serve a tanti per far finta che certe cose succedano solo qua e lavarsene le mani.
Quindi, c’amma fa’? 


* Aggiungo una cosa che non c'entra con la polemica, ma che io ho apprezzato: la serie Gomorra (salvo in un paio di scene, scelta che non ho tanto capito, visto che non mi sembravano più "strette" di altre) non è sottotitolata. C'è il napoletano, finalmente senza sottotitoli. 
** Ho scoperto che esiste l'opzione sottotili (ma almeno non sono automatici). 

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