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Problemi con le primarie del Pd

Il Pd.

L’appello da sottoscrivere.
Per prima cosa, io considero una violenza dover firmare quel temino insulso per aver accesso al voto.
Ma poi, a che serve? È un deterrente per quelli del Pdl o della Lega? Cioè, pensano che siccome c’è scritto che si rinnega la “lunga stagione berlusconiana” (che tra l'altro il Pd ha contribuito a mantenere in piedi), i nobili e fedeli cuori pidiellini non avranno animo di firmarlo e non potranno così infiltrarsi?
Temo dunque che il limite sia mio; quindi – e sono sincera e non polemica (vabbè, giusto un po’) – se qualcuno ne conosce invece lo scopo e ha voglia di spiegarmelo, gliene sarò grata.

Chi votare.
Il Politometro – un giochino di Repubblica, col quale scoprire il candidato a cui si è più vicini – ha detto che io sono vicina alla Puppato. Che però non ho mai preso in considerazione, perché non credo abbia chance.
In linea di massima, io sono più orientata a non votare; per la semplice ragione che non credo di voler più votare il Pd, e quindi chi se ne frega qual è il loro candidato premier.
Ma se volessi lasciare aperta una porta, e decidessi di partecipare addirittura a ‘ste primarie?
Forse voterei Renzi. E non perché mi piaccia; anzi. Ma perché è l’unico che forse (forse) li costringerebbe a mettersi un minimo in discussione.
Se vince Bersani, lasciamo perdere: yuhu! penserebbero di aver fatto pure bene negli ultimi decenni. Ma credo che, tutto sommato, persino se vincesse Tabacci (e il persino non vuole addentrarsi nella qualità della persona o del politico, ma si può dire almeno che non è molto di sinistra?) farebbero quei tre o quattro salti mortali per cui la dirigenza di ‘sto partito di inetti dimostrerebbe la bontà del proprio operato.
L’unico che romperebbe veramente le palle vincendo, che provocherebbe finalmente (sempre forse) un trauma, è Renzi.
Insomma, io vorrei votare Renzi per scatafasciare il Pd.
Però: votare Renzi e scatafasciare il Pd significherebbe dare al Pd la possibilità di rendersi di nuovo votabile, ma io non considero Renzi un candidato premier votabile. Quindi? Quindi sono incartata.
C’è Vendola, mi si dice. Sì, è vero: c’è Vendola. Eppure a me nemmeno Vendola convince.
Va a finire che domani mi devo stare a casa. 


Or ora mi sto scrivendo via mail con un'amica, e parliamo di questo. E scrivendo scrivendo, si dipanano ancora un po' le idee. Lei e voi non me ne vorrete se uso più o meno la stessa espressione appena usata nella mail. Il problema riguardo a Vendola è che forse è veramente quello meno invotabile, ma rischia di essere un'aggravante. Perché ho la sensazione che mi pesi meno dare un voto a sfregio, con tutto il dispiacere che questo comporta, che dare un voto a rischio di ennesima delusione.
 

 

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