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Queste benedette elezioni

Io voterò Grillo. 
Mi rendo conto: la notizia non è di grande interesse, perchè chi se ne frega per chi voto; e non so se si rivelerà la scelta giusta, ma è l’unica che mi concede di pensare di andare a votare.
Sono arrabbiata, furente, disgustata, il mio desiderio più grande sarebbe avere il coraggio e il distacco di non andarci domenica – ma non li ho.
Ho invece una assoluta mancanza di fiducia nel futuro; è brutto ma è così. Non confido nel cambiamento che le elezioni dovrebbero portare; penso che il cambiamento al quale aspiro sia insieme molto più semplice e molto più complesso: dovrebbe avvenire negli animi e far girare le cose diversamente, così, di punto in bianco una bella mattina, nella quale tutti dovrebbero cominciare a comportarsi bene – per me basta “comportarsi bene”, perché contiene tutto. Ma allo stesso tempo temo che i meccanismi di merda che regolano questo mondo si metterebbero comunque tra le ruote facendo sfasciare molti carretti sui muri.
Non avere fiducia (al momento neppure nel MoVimento 5 stelle, ma spero di poter essere smentita) non solo è deprimente e triste in generale, ma soffoca quel brivido che dovrebbe accompagnare tracciare la propria X sulla scheda (a scrivere i nomi abbiamo disimparato grazie all’attuale legge elettorale). Io sto così. Quindi torniamo al fatto che Grillo mi sta dando la possibilità di, se non altro, entrare con un minimo di vigore in cabina e apporre la mia x (minuscola).
Mi sono detta, con la banale disperazione che mi assale nei confronti degli scenari politici, che è l’unico voto “diverso”, nuovo, vergine, che ancora può mettere alla prova la mia speranza. Me lo sono detto senza grande entusiasmo; ma devo ammettere che, più passa il tempo e assisto alle reazioni di una serie di figuri, e più mi confermo di fare bene invece. Perché se un Monti afferma che “Grillo è un pericolo per la stabilità” (tra l'altro, quale stabilità?), io provo un’eccitazione sanguinolenta nei confronti della X che apporrò proprio su Grillo. (Monti è riuscito a guadagnarsi lo stesso disgusto che avevo sempre riservato a Berlusconi). 
Anche Santoro ha fatto una buona campagna elettorale pro Grillo, quando ha aperto la sua trasmissione con una tirata contro di lui. Per non parlare di Ferrara, uno dei peggiori in circolazione. Fosse solo per intossicarli... 
Altri voti, a ogni modo, non ne vedo (per me, naturalmente).
Mi sentirei di escludere automaticamente roba come la Destra di Storace, Casapound, la Lega, Magdi Cristiano Allam che ama l’Italia, Forza Nuova, con tutto il rispetto i Pensionati (ma come avranno fatto a trovarne abbastanza per riempire le liste?). Proseguo con l’esclusione altrettanto automatica di Casini – viscido come pochi; Berlusconi – sul quale mi sono già espressa, e che mi affatica anche solo nominare; il Pd – che ormai, per parte mia, non merita neppure più di stare tra quelli sui quali riflettere. Direi idem per Sel, perché a me Vendola – sarò impopolare – ma non piace proprio per niente. Ingroia. Che ne vogliamo fare di Ingroia? Gran delusione che si sia presentato (prima mi sembrava non mi dispiacesse), e gran fastidio la questione con la Boccassini – che considero una persona seria e che ho amato dopo questo intervento (io sono sicura di averne visto anche il video, ma su internet non lo trovo purtroppo – anzi, se qualcuno ne avesse notizia...) durante la cerimonia commemorativa per la morte di Giovanni Falcone. Tornando alle elezioni, il voto a Ingroia mi sembra un voto nato morto, impolverato e stantio nonostante la recente formazione della sua lista. E credo (e spero) che si illudano di bissare a Napoli i numeri di de Magistris solo perché lui li sostiene. Io l’ho votato de Magistris, quindi parlo per esperienza personale: ricordo perfettamente pensieri dubbi entusiasmi di quel voto, e sono gli stessi che ora provo per Grillo. Quindi, se tanto mi dà tanto.
Comunque, io non ho certezze. Può darsi stia sbagliando tutto, lo ripeto. Ma pazienza. Ho sbagliato pure in passato votando il Pd e qualcun altro. Tanto vale tentare.
Dicono che il programma di Grillo sia del tutto inconsistente. Io non l’ho proprio letto – un po' perché non ho mai visto nessuno rispettare un programma, quindi non mi ci baso più di tanto; e poi per le stesse ragioni avanzate da una persona in internet e riportate da Massimo Gramellini nel suo Buongiorno sulla Stampa. Io di Grillo credo di condividere quell'orizzonte e quell'utopia. 
Un’ultima, stupidissima, cosa: tanti anni fa, quando Grillo cominciava a mostrare i primi segni del suo impegno nella forma che ha poi preso oggi, ero al Leon d’oro a cena con degli amici (e credo mio fratello*); c’era anche lui, lo vedemmo e pensammo di esprimergli la nostra stima per le accuse che cominciava a muovere (forse allora erano soprattutto in tema di ambiente), così scrivemmo su un tovagliolo di carta Grillo for president (ci sembrò la cosa, per quanto imprecisa e cretina, più sintetica ed efficace) e poi lo firmammo tutti. Il cameriere glielo portò, e lui si sporse sorridente dal suo tavolo (che era dietro un angolo) per ringraziarci ma dirci pure che gli volevamo male se lo volevamo presidente (o una cosa scherzosa del genere). Però insomma, come faccio a non votare uno che politicamente ho creato io?

*è arrivata conferma: anche mio fratello, e Camilla, e Roberto e Guglielmo, e direi qualcun altro (che non so se avrà il coraggio di uscire allo scoperto...) 

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