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Primo maggio..?

Una domenica di qualche anno fa scesi a fare la spesa al supermercato vicino casa. Dopo aver preso alcune cose, e soprattutto dopo aver preso cose al banco salumeria, mi resi conto o mi ricordai o qualcosa del genere – insomma, riemerse nella mia mente che era il primo maggio.
Mi sentii una merda, una ladra, una sfruttatrice – non ero (e non sono) d’accordo con i negozi aperti il primo maggio, pensavo (e penso) che almeno lo spirito civico di ciascuno avrebbe dovuto combattere quella barbarie non approfittando delle aperture (forse diverso sarebbe il discorso sui negozi a conduzione propria, ma io non sono d’accordo comunque) – e invece la mia sturdutaggine mi aveva fatto andare a fare la spesa proprio quella mattina; ero così imbarazzata che forse arrossii persino, mentre rallentavo tra gli scaffali cercando di decidere cosa fare. L’istinto immediato fu quello di lasciare tutto e uscire da là dentro, scusandomi con inservienti e cassieri. Poi mi frenarono i cartocci della salumeria: finché fossero stati prodotti da piazzare di nuovo ai loro posto, sarebbe stato pacifico; ma come la mettevo col fatto che i salumieri ormai li avevo fatti lavorare?
Feci uno dei miei andirivieni di indecisione, e alla fine – arrivata al punto in cui ero – mi sembrò più rispettoso non buttare via il lavoro che avevano fatto. Non ricordo per certo se posai il resto, onestamente; ma credo di sì. Alla cassa mi sentii in difficoltà, e immaginai i cassieri pensare “Guarda ‘sti stronzi che vengono proprio oggi a fare la spesa”. 

Primo maggio 2013. (Ed evito di parlare di lavoro). 
Pure oggi i negozi sono in buona parte aperti, e io continuo a trovarla un’aberrazione.
Sono anni che trovo il “concertone” di una noia mortale, che non lo tengo quasi più come sottofondo della giornata (andarci, è una vita che non ci vado, ma questa non è tutta colpa sua). Per di più, trovo vomitevole che non abbiano fatto partecipare Fabri Fibra. Io non lo conosco manco tanto bene ‘sto Fabri Fibra, e non appartengo alla schiera dei suoi fan, ma qualche canzone l’ho ascoltata e qualche testo letto, e ho letto quelli incriminati, e penso che se in Italia questo è il modo per combattere le discriminazioni e la violenza sulle donne (discorsi gravi, che non affronterei al momento) allora siamo fottuti.
Qui il concerto lo fanno a Città della scienza, e io non sono d’accordo nemmeno con questo. Mi sembra una scelta di comodo per il Comune – perché, per come sta combinata Napoli di questi tempi, far assemblare gente in una piazza la farebbe probabilmente collassare (Napoli tutta, non la piazza); e così si levano il problema dalle palle, dirottando tutti là abbasso. E poi mi sembra ipocrita: fermo restando (come dico spesso, meglio precisare anche l’ovvio a volte) che Città della scienza non dovevano incenerirla, a me pare che farne il centro assoluto delle preoccupazioni napoletane e il baluardo insostituibile della “scienza” italiana sia sbagliato; peggio: ingiusta la prima, inesatta la seconda. Pure su questa vicenda si dovrebbe aprire un capitolo lungo – fatto di dubbi, stranezze, ipocrisie, forzature – ma io non ne ho voglia al momento, e poi si parlava di primo maggio.
O meglio: per come la vedo io, della sua estinzione.

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