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Duemilaquindici

Quello che desidero per questo anno nuovo è che un giorno, a un certo punto, bell’e buono, tutte le persone per bene si chiudessero alle spalle le porte di casa, e quelle degli uffici e degli studi. Che i negozianti e i loro commessi si abbassassero alle spalle le saracinesche dei negozi. Che, senza vessilli di sindacati né divisioni di categoria, gli operai delle fabbriche (quelle che restano) e i dipendenti delle aziende (anche quelle in Transnistria) quello stesso giorno lasciassero i loro posti di lavoro. Che autisti, macchinisti e piloti sfilassero le chiavi dai cruscotti. Che i poliziotti e i militari nascondessero le armi (così che nessuno possa sostituirli), e si unissero agli altri. E via così.
E poi che semplicemente tutti ci mettessimo per strada. Immobili. Seduti sui marciapiedi e sulle carreggiate. A chiacchierare tra noi. A cantare. A fermare a oltranza l’Italia, forse il mondo. Finché non sarà più possibile fare niente, salterà tutto, tutto sembrerà surreale e potente come in un libro di Saramago.
Sarebbe bello se qualcuno si allargasse un po’ per evitare di lasciare spazi vuoti, nel momento in cui la propria vicina si allontanasse per fare pipì. Che, se malauguratamente qualcuno dovesse sentirsi male, i medici intervenissero, gli altri occupassero i posti vacanti, e a cose risolte tutti tornassero per strada. Sarebe bello se qualcuno salisse a casa a prendere le patatine e una bottiglia di vino, e i salumieri preparassero panini per tutti quelli intorno. Se i barman ogni tanto si alzassero e andassero a preparare cocktail rifocillanti. Se ciascuno sostenesse a proprio modo. 
E poi ancora immobili. Seduti sui marciapiedi e sulle carreggiate. A chiacchierare tra noi. A cantare. A fermare a oltranza l’Italia, forse il mondo. Finché non sarà più possibile fare niente, salterà tutto, tutto sembrerà surreale e potente come in un libro di Saramago.
Loro, quelli che hanno l’arroganza e la tracotanza di gestire le nostre vite, non potranno muoversi, perché per farlo dovrebbero calpestare le persone o scavalcarle – e ne avrebbero paura. E poi a un certo punto dovrebbero rendersi conto che è finita. E dovrebbero silenziosamente e velocemente andare, portando via solo lo stretto necessario.

Ovviamente, ho anche altri desideri – alcuni troppo violenti per essere resi pubblici; altri personali, che mi paiono però al momento tanto complicati e difficoltosi da riconoscere, da far sembrare questo tutto sommato realizzabile. 

...and a happy new year! 
 

 

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