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Esoneri

Roberto Di Matteo è stato esonerato, perché il Chelsea ha perso contro la Juve e rischia (non è ancora sicuro, ma probabile) di uscire dalla Champions – avendola però vinta lo scorso anno (circa sei mesi fa).
In Premier League, al momento, il Chelsea è terzo: su dodici partite ne ha vinte sette, pareggiate tre e perse due.
Ora: è vero che io sono sentimentale – e un allenatore che mi vince la Coppa Campioni me lo tengo vita natural durante, pure con la squadra retrocessa alle Interregionali e lui con l’alzheimer – ma quanto si è stronzi a esonerare uno il cui ultimo risultato è stato farti vincere la più importante competizione europea per la prima volta nella storia del club (e per adesso è tra i primi posti della classifica in campionato)?
Tanto stronzi, secondo me.

Io, a parte un fastidio generico rivolto a quasi tutte (non tutte tutte) le squadre che non fossero il Napoli, non nutrivo per l’Inter un odio particolare. Anzi, essendo la squadra di appartenenza di mio nonno Renzo, tutto sommato la lasciavo vivere.
Poi negli anni Novanta ci sono state due brutte questioni.
La prima riguarda gli acquisti. I ricordi saranno certamente manomessi dal tempo e dalle mie personalissime convinzioni, ma a un certo punto ho avuto la sensazione che l’Inter – piuttosto che costruire una squadra – si limitasse a comprare i giocatori più eclatanti per ogni ruolo. Per eclatanti intendo quelli che venivano considerati per sei mesi i più bravi del mondo, i più famosi e/o costosi, quelli che facevano più clamore e più scena; e non necessariamente compatibili tra loro.
Una versione rivisitata degli Harlem Globetrotters.
Sì, è vero: erano e sono problemi di Moratti; ma infatti io sto solo dicendo che è una gestione che non mi piace.
E no: non è una buona idea comprare i più “bravi” di ogni ruolo. Secondo me non funziona. E infatti con l’Inter non funzionava.
Qui la seconda brutta questione. Perché la colpa del mancato funzionamento non veniva attribuita alle formazioni fatte a cazzo, ma agli allenatori. E così, negli anni degli acquisti folli, c’erano pure gli esoneri folli. Tanto, ad esempio, da contare in una sola stagione (1998/99) ben quattro allenatori. (Solo tre invece nelle stagioni 1995/96 e 2003/04, e l’anno scorso).
Ma se il fatto che Moratti facesse le formazioni a vanvera e regalasse i suoi soldi mi turbava relativamente, l’eliminazione degli allenatori mi infastidiva molto.
Perché esonerare è brutto. È un gesto brutto, un’idea brutta, una concezione brutta.
Perché essere esonerati è brutto – anche se dopo te ne stai a casa pagato. È brutto e basta.

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