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Ora

Italiaora.org è uno dei siti più angosciosi che conosco.
Per chi non ci fosse mai capitato (e non l’avesse appena aperto), funziona così: una schermata sulla quale compaiono in colonna una serie di dati relativi al Paese – quanti ne siamo, quanti nascono e quanti muoiono, quanti immigrati si aggiungono alla nostra popolazione, quanto spendiamo per questo o quello, quanto facciamo una determinata cosa, quanto è il nostro debito pubblico.
Alcune di queste voci sono calcolate sull’anno, altre nella giornata in corso, ma il problema è che il sito si aggiorna ininterrottamente – frazione di secondo dopo frazione di secondo. Del resto, si chiama Italia ora.
L’angoscia viene dunque dal vedere alcune di quelle cifre camminare a una velocità tale da impedire categoricamente di fermarle anche solo per un attimo.
E non sono nemmeno i morti a inquietare di più.
Tra i dati più orrendi – inutile dire – ci sono il debito pubblico (e gli interessi su quello) e i soldi evasi al fisco nell’anno (sino al momento della consultazione, come dicevamo), così come i disoccupati e i morti sul lavoro. Ma siccome io lì ci ero arrivata sollecitata da qualcuno che lo segnalava proprio per rendersi conto della catastrofe, a questa ero più preparata. Così – come al mio solito – mi sono fatta incuriosire dalle stravaganze.
Mi sono soffermata (per modo di dire, mi pare chiaro, vista la velocità della quale ancora non ho fatto assolutamente menzione sino a questo momento) sugli sms che mandiamo ogni giorno – e di buona parte dei quali mi sento colpevole; o sui soldi spesi per la chirurgia estetica; o ancora su quanto guadagna ogni giorno Ibrahimovic (al quale è dedicata una voce autonoma – immagino simbolica, visto che come lui guadagneranno in diversi; ma non voglio parlare adesso dei compensi dei calciatori perché sono un’altra storia, per me tra l’altro controversa).
Comunque. Tolti quel pessimo insopportabile di Ibrahimovic e i miei messaggi, ci sono un sacco di dati in cui mettere il naso.
Io ho fatto una prova scema una sera: l’ho visitato a mezzanotte in punto. Un po’ volevo provare a fissare almeno uno zero fermo, e un po’ mi sembrava che avrei potuto capire meglio a che ritmo scorrevano le cifre (anche se per questo basta fare delle divisioni a fine giornata, immagino).
Gli zeri sono stati un’illusione, se non per il fatto che l’orologio era ancora su 00.00 che già c’erano un nato e un morto. I nati e i morti sono sempre quasi pari (e nell’ordine dei minuti di un giorno) – ma i secondi superano sempre di un po’ i primi, ed entrambi superano i minuti. Tant’è che l’incremento della popolazione di solito segue quello degli immigrati, e non quello dei nati.
Infine – giusto per chiuderla con una curiosità più (apparentemente, direi) leggera – noi mangiamo all’incirca cinque milioni di chili di pasta al giorno.

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