turnup.biz
benedettanapoli
ibridi

Altro in questa categoria

20 Gennaio 2014

10 Gennaio 2014

24 Dicembre 2013

14 Settembre 2013

19 Luglio 2013

28 Maggio 2013

10 Maggio 2013

7 Dicembre 2012

29 Novembre 2012

27 Novembre 2012

21 Novembre 2012

19 Novembre 2012

Seriosa(mente)

 

Io ho un rapporto complicato con ciò che è serio (o dovrebbe esserlo) e ciò che non lo è (o non dovrebbe esserlo).
Lo dico subito: ho la preoccupazione di stare scrivendo solo cazzate qui dentro; e che forse qualcuno si aspettava qualcosa di più da me – non perché consideri me una cosa seria (soprattutto se mi conosce personalmente), ma perché si sarà detto: “Una si prende uno spazio in internet, le fa pure piacere se la si segue, ma vorrà pure buttarci dentro ogni tanto un massimo sistema?”. A parte che non sono all’altezza dei massimi sistemi, ma il problema è appunto il mio rapporto complicato: io considero massimo sistema un’emozione da poco, e non considero ad esempio massimo sistema la politica (giusto per dirne uno all’ordine del giorno). O almeno, non quella che vedo dalle nostre parti. ‘Sta gente che scalcia (per il potere, per non andarsene, per non tagliarsi lo stipendio) non mi comunica niente di serio – sia perché loro non mi sembrano persone serie, sia perché non mi sembra serio quello per cui si danno tanto da fare a delinquere.
Insomma, mi sembrano degli schifosi, e in seconda battuta dei poveracci che non hanno capito niente dello stare al mondo.
Per fare un esempio (ne potrei fare milioni, ma siccome sotto processo ho messo la scelta dei miei argomenti, pesco tra loro): io considero Vasco Rossi una persona seria, a differenza di Berlusconi. E non è una provocazione: Vasco fa bene il suo lavoro, e non rompe il cazzo a nessuno; anzi, aiuta (aiuta = caccia soldi per gli altri, e aiuta = procura benessere in chi lo apprezza e lo ascolta) . Berlusconi non c’è neppure bisogno che lo commenti (e comunque un po’ ne avevo già parlato qui). Quindi io non considero parlare di politica occuparmi necessariamente di un massimo sistema; anche se giuro che non parlerò continuamente di Vasco.
Però poi, siccome la politica mi fa stare male, mi dico: “Ma sarà che la prendo seriamente?”. Perché a me fa proprio stare male. E non è simbolico o metaforico, mi fa stare male fisicamente: la rabbia mi fa venire voglia di piangere, mi si blocca la bocca dello stomaco, mi si scombina il respiro. Mi viene da vomitare (e anche questa non è solo un’immagine, ma una sensazione fisica a tutti gli effetti). E se devo parlarne mi si accavallano le parole e i pensieri, talmente ho la frenesia di schiumare odio.
Ed ecco nuovamente complicarsi il rapporto.
Però, mentre cercavo di mettere ordine dicendomi (e dicendo a voi) cosa è serio per me e cosa no, mi sono imbattuta in qualcuno che lo dice molto meglio. Io avrei fatto una lista – mettendo, tra le varie cose, nel NON SERIO questa politica naturalmente, l’arricchirsi troppo oltre il superfluo, il potere (ma potere de che, poi? ché tanto sempre sottoterra vanno a finire), evadere le tasse ma soprattutto rubarsele; e nel SERIO i cani, avere ciascuno i soldi sufficienti per vivere, ridere e anche guardare il Vesuvio. Ma più di ogni altra cosa (che naturalmente racchiude le altre) stare bene ed essere il più possibile felici. Per me lo scopo di stare al mondo dovrebbe essere il ben-essere – fisico, morale, economico, emotivo. Bastano i dolori, le paure, i sentimenti messi a dura prova, per equilibrare il tutto; non c’è bisogno di questa merda che ci hanno costruito intorno.
Il discorso tenuto al G20 dello scorso giugno dal presidente uruguagio Josè Mujica (quello che vive nella sua vecchia e modesta casa, devolve il grosso dello stipendio in beneficenza e ha pure un cane con solo tre zampe) sa conciliare la politica seria e quella felicità che io ho maldestramente tratteggiato.
Ci vediamo a via Caracciolo. 

facebook