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Sponsor time

Oggi mi dedico alla pubblicità.

Ogni tanto vado a dare un occhio a delle serie di scatti (o meglio, di autoscatti) sul profilo Facebook di Andrea De Paoli – un mio amico fotografo.
L’ogni tanto (lo dico perché non sembri una trascuratezza) è dovuto al fatto che io su e con Facebook non ho grande interazione – quindi non so quando gli altri pubblicano qualcosa, e comunque non mi viene di bazzicarci spesso. Tra l’altro lui non è che pubblichi tutti i giorni, quindi diciamo che l’ogni tanto ci può stare. E inoltre, vedere più serie insieme mi diverte molto, e aspettando un po’ riesco a ottenere l’effetto sequenza.
Allora, che si chiama Andrea De Paoli, che è un fotografo e che è un amico l’ho già detto.
Eviterò di entrare nei dettagli di questa nostra conoscenza (e dunque di dire quanto è bello, bravo, simpatico e gentile, e quanta affettuosa accoglienza – non solo logistica – mi ha sempre riservato), ma ci tengo invece a dire che il fatto che ci conosciamo (e che credo addirittura ci siamo simpatici) non c’entra con la mia pubblicità (se non per l'affettuoso piacere con cui lo faccio). In verità, è pure inutile e stupido dirlo, ma io sono precisina e poi meglio fugare subito i dubbi dei malpensanti.
Sempre perché sono precisina, ci tengo a dire anche un’altra cosa: Andrea non lo sa nemmeno che sto per fargli pubblicità (che poi, la chiamo così per gioco, ché non si tratta di "accattatavillo", ma semplicemente di parlare di quello che fa un'altra persona). Stamattina gli ho scritto solo per chiedergli se potessi mettere sul sito un paio delle sue serie, senza entrare troppo in dettagli.
Ieri mi è ricapitato, dopo un po’ devo dire (l’estate ha rallentato gli ogni tanto), di tornare sul suo profilo e trovare nuovi autoscatti, che però da adesso cominciamo a chiamare con il loro nome: lui le definisce egografie, e fanno parte della serie Mood.
Era da un po’ che mi accarezzava l’idea di scriverci qualcosa, e adesso finalmente mi sono mossa.
A proposito di serie, ce ne sono diverse altre, che però si trovano sul suo sito www.andreadepaoli.info
Io ogni tanto bazzico anche quello, e ho naturalmente delle mie preferenze. Questo fermo restando che le sue foto mi sembrano belle in generale, cioè mi sembrano belle tutte e lui secondo me è bravo – ma la mia istintiva preferenza è alla fin fine l’unica cosa su cui posso basarmi, visto che tecnicamente di fotografia non capisco nulla.
Quindi: tra le altre cose io amo molto la sua serie Zoom – all’interno della quale ci sono anche tante immagini di cibo e piatti, e qui c’è da aggiungere che lui è molto bravo anche in cucina; e infatti alcuni degli scatti culinari che troverete (se andrete a dare un occhio) sono opera sua anche per quanto riguarda la preparazione. E poi amo molto le foto che hanno composto la sua mostra Living room (che però io dal vivo non ho visto) che si è tenuta l’anno scorso a Roma, e che mi sembrano equilibrare perfettamente la verità e il senso estetico, o forse cogliere l’estetica della verità, del disordine (o per contro dell’ordine estremo), del vivere appunto.
Ma, per concludere, torno alle egografie di Mood dalle quali ero partita – per dire che per me sono divertenti, ironiche, carine, e colgono "cose"; e per dire che mi diverte pensare ad Andrea che raccatta roba per casa per allestirsi e che si mette contro il muro per immortalarsi.
Qui sotto tre risultati di tutto questo (anche se non sapevo scegliere); nell’ordine (anche se si capisce ciascun titolo a quale serie corrisponde...): The meeting has yet to come, An ageing diva, Vintage call.
Sono tutte © Andrea De Paoli



 

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